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Luigi Mazzella

by Augusto De Luca

Sono andato nel suo studio – laboratorio a Villa Haas, in piazza Fuga a Napoli, un paio di anno fa. Ne ricordo il fascino, le enormi lastre da lavorare appoggiate ai muri e le innumerevoli sculture in ferro ed altri materiali metallici dalle forme più bizzarre e astratte. Era un luogo dove la fantasia non aveva limiti e l’impossibile diventava possibile.
Il Maestro mi fece da cicerone, accompagnandomi in quegli stanzoni alti, superaffollati di opere. Mi spiegò le varie fasi di lavorazione e mi raccontò la storia di molti dei suoi capolavori.
Era l’uomo dei metalli, viveva ed amava quei materiali che conosceva meglio di chiunque altro e che, in qualche modo, erano parte di lui.
Passai molto tempo ad ascoltarlo e, senza indugio, decisi di ritrarlo proprio immerso nei suoi lavori, diventando così egli stesso scultura nelle sculture, anima viva delle sue materie fredde e lavorate. Volevo fondere insieme il creatore e la creatura e, dopo pochi tentativi, capii di avere la foto che desideravo.
È una sensazione particolare, che non si può spiegare… mi accorgo e “sento” quando lo scatto è quello giusto per me, cioè esprime a pieno quello che dentro di me c’é ma non ha ancora una forma.
Ci salutammo e, mentre mi allontanavo, mi disse:
“Venga a trovarmi presto, le farò scegliere un’opera che poi le donerò”.
Di frequente ripensavo a quell’appuntamento e a quella promessa, ma, come spesso succede, ho rimandato troppo e di quell’impegno rimane solo un ricordo di grande umanità e generosità.

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