Home SezioniEventi La nave Palinuro nel porto di Napoli , per celebrare i 190 anni dell’ Istituto Nautico Francesco Caracciolo

La nave Palinuro nel porto di Napoli , per celebrare i 190 anni dell’ Istituto Nautico Francesco Caracciolo

“Only One: One Planet, One Ocean, One Health": la mostra itinerante di Marevivo

by Elena Barbato

“Faventibus ventis”: è il motto della nave scuola ” Palinuro” che in occasione delle celebrazioni dei 190 anni di attività formative dell’Istituto Scolastico Superiore “Francesco Caracciolo – Giovanni da Procida”  situato sull’ isola di Procida attracca nel porto di Napoli per consentire  a tutti di essere vista ed apprezzata, le visite rivolte alla popolazione  saranno possibili fino alle ore 19.

Durante la sosta imbarcheranno per il loro “battesimo del mare” gli studenti del primo corso della Scuola Navale Militare “Francesco Morosini” di Venezia, che saranno i protagonisti della 59ª Campagna d’Istruzione. Per il prossimo mese, infatti, i liceali avranno modo di immergersi nella vita di bordo per svolgere attività marinaresche, formarsi professionalmente ed accrescere le loro conoscenze sulla cultura e il rispetto del mare.  E’  una goletta, il cui  termine indica che la nave è armata con tre alberi di cui quello prodiero, detto trinchetto, è armato con vele quadre, mentre gli alberi di maestra e di mezzana sono armati con vele di taglio. A questi alberi si aggiunge il bompresso, un quarto albero che sporge quasi orizzontalmente dall’estremità prodiera, anch’esso armato con vele di taglio. La superficie velica complessiva è di circa 1.000 mq, distribuiti su quindici vele. L’altezza degli alberi sul livello del mare è di 35 metri per il trinchetto, 34,5 metri per la maestra e di 30 metri per l’albero di mezzana.

Quest’anno sulla nave Palinuro è issata la bandiera dell’Associazione Marevivo, di cui è ambasciatrice.

L’ 8 giugno di ogni anno , ha affermato, Rosalba Giugni, Presidente di Mare Vivo, ricorre  l’Ocean Day, Giornata Mondiale degli Oceani, data che celebra il mare, liquido amniotico del Pianeta, che ci consente di vivere, nutrirci, riprodurci, ma che deve anche rappresentare un momento di presa di coscienza della necessità di agire con la massima urgenza per tutelare la sua salute e, di conseguenza, la nostra stessa sopravvivenza! Durante tutte le tappe della campagna sarà possibile visitare la mostra itinerante dal titolo “Only One: One Planet, One Ocean, One Health“.  Rosalba Giugni ha dichiarato alla stampa :”PIÙ PLASTICA CHE PESCI: NON DOBBIAMO ASPETTARE IL 2050!” MAREVIVO insieme al mondo del Mare CHIEDE AL GOVERNO DI AGIRE CON URGENZA CON I DECRETI ATTUATIVI DELLA LEGGE SALVAMARE.
Le immagini che vediamo urlano la drammatica situazione in cui si trova il mare e ci parlano dei due principali problemi che lo colpiscono: l’eccesso di plastica e la diminuzione drastica dei pesci dovuta all’overfishing. I pescatori di tutto il mondo recuperano ogni giorno nelle loro reti più plastica che pesci. E non è tutto.
I micro frammenti che vediamo a occhio nudo sono dispersi nelle acque o già ingeriti dagli stessi animali che poi portiamo sulle nostre tavole. La ricerca scientifica dimostra che la plastica, sotto forma di microplastiche, è entrata nella catena alimentare ed è presente nell’aria che respiriamo e nei cibi che assumiamo. Cos’altro stiamo aspettando per intervenire?
In questa data simbolica, Marevivo, Alleanza delle Cooperative Italiane – Settore Pesca, Associazione Mediterranea Acquacoltori, Associazione La Grande Onda, AssoSub, CNR, Compagnia della Vela di Venezia, Fondazione Dohrn, Federazione Italiana Canoa Kayak, Lega Italiana Vela, Lega Navale Italiana, Mitilicoltori Basso Lazio, O.P. Mytilus Campaniae, O.P. Produzione Molluschi Regione Campania, Pescaturismo Regione Campania, Ricercatori Università Politecnica delle Marche e Sea Shepherd chiedono al Governo un intervento immediato. È trascorso già un anno dall’approvazione della Legge Salvamare che abbiamo faticosamente ottenuto dopo ben 4 anni di battaglie, ma non è ancora operativa perché mancano i decreti attuativi.

Il problema non è risolto, nonostante la buona volontà del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste che, di concerto con il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, ha deliberato uno dei decreti attuativi che premia i pescatori che riportano a terra i rifiuti trovati nei loro attrezzi da pesca.
È necessario considerare l’intera filiera che prevede nei porti il punto di sbarco, con il conseguente smaltimento dell’enorme quantità di materiale che dal mare viene riportato in banchina.
Questa Legge, quindi, che consente ai pescatori di depositare nei porti la plastica recuperata con le reti, invece di ributtarla in mare, e di poter installare sistemi di raccolta di rifiuti alle foci dei fiumi, non è ancora attuabile.

“Questo provvedimento è come l’“Incompiuta di Schubert”, con la differenza che, anche se incompiuta, la sinfonia di Schubert poteva essere suonata, mentre i pescatori così non potrebbero comunque portare i rifiuti a terra” sono le parole di Giampaolo Buonfiglio, Presidente AGCI Agrital.

La plastica rappresenta l’80% dei rifiuti presenti negli oceani, dalle acque superficiali fino ai fondali marini. Nel Mar Mediterraneo finiscono più di 200.000 tonnellate di plastica all’anno, cioè il contenuto di oltre 500 container al giorno.
È incalcolabile quanta plastica in questi cinque anni sia finita in acqua o non abbiamo potuto recuperare a causa della mancanza di questi decreti attuativi.
“Sappiamo – dichiara Rosalba Giugni, Presidente Marevivo – che l’attuazione della legge non risolverà tutti i problemi complessi per la difesa del mare nè dell’inquinamento da plastica, ma rappresenta uno strumento concreto per ridurne la presenza in mare. Purtroppo le microplastiche sono ovunque: nella pioggia, nel sale e ne ingeriamo anche in grandi quantità. Le ultime scoperte scientifiche dimostrano che sono presenti anche nel nostro corpo, sono entrate nei tessuti della placenta delle donne, luogo sacro dove ha origine la vita, nel latte materno e persino nel liquido seminale. Non sappiamo ancora quali siano gli effetti sul corpo umano ma conosciamo quelli sugli animali. I biologi marini nei loro studi hanno rilevato anche una trasformazione del loro ciclo vitale, il cambio di sesso e l’infertilità. Altra conseguenza terribile è il ritrovamento di nanoplastiche negli occhi dei pesci, che è causa di cecità. E se succedesse anche agli uomini? Cosa dobbiamo ancora scoprire per capire che è giunto il tempo di cambiare rotta e di pensare che la salute del mare dipende dalla nostra e viceversa?”

Potrebbe interessarti

Livecode - Marketing Online AudioLive FM - digital radio di musica e cultura Livecode - Marketing Online