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CORRENDO COI LUPI / RUNNING WITH WOLVES

by Giulia Garzia

CORRENDO COI LUPI / RUNNING WITH WOLVES

Mostra a Villa Arbusto, Lacco Ameno / Ischia

Si intitola  “Correndo coi lupi” (“Running with wolves”) la mostra delle opere di illustratori provenienti da Estonia, Lettonia, Lituania scelte dall’artista estone Viive Noor, che si inaugura il 7 ottobre, ore 18:00, a Villa Arbusto in Lacco Ameno.

Promossa dal CEiC – Istituto di Studi Storici e Antropologici di Ischia nell’ambito delle sue attività di ricerca sui patrimoni narrativi tradizionali, la mostra resterà aperta fino al 2 novembre.

Abbiamo fatto due chiacchiere con Ugo Vuoso, professore di Antropologia Culturale all’Università di Salerno, direttore del CEiC – Centro Etnografico Campano/Istituto di studi Storici e Antropologici

Come mai hai/avete scelto Ischia per questa mostra che è un luogo così lontano dai Paesi Baltici?

“Il CEiC – Istituto di Studi Storici e Antropologici di Ischia, ente consulente dell’Unesco per il Patrimonio Culturale Immateriale, da tempo collabora con studiosi e istituzioni nord-europee nell’ambito di un ampio spettro di ricerche avviate su problematiche riguardanti il patrimonio narrativo tradizionale euro-mediterraneo. Con le istituzioni estoni fu già allestita nel 2017 la mostra “Illustratori delle fiabe dei Grimm”. Oggi è la volta di “Correndo coi lupi”, mostra che unisce 68 opere di diversi autori sul tema mitologico della donna-lupo, motivo folklorico e letterario noto e diffuso in Estonia così come in altre aree europee.”

Il filo conduttore delle opere – tutte illustrazioni di libri per bambini – è il lupo, figura importantissima nelle tradizioni popolari e nelle fiabe europee.

È possibile definire dei punti di contatto tra la cultura nord europea e quella mediterranea se parliamo della donna lupo? 

“La donna-lupa, il lupo mannaro o licantropo, sono figure che appartengono alla mitologia classica ma anche a quelle scandinava e teutonica. L’essere umano mutato in un animale che vaga in branco in paesaggi rischiarati dalla luna, alla caccia di prede o di accoppiamenti, è un topos diffuso nel tempo e nello spazio. Come metafora della violenza maschile, dell’aggressività sessuale maschile, la ritroviamo nel folklore e nelle fiabe di tutta Europa. La donna-lupa, che si inscrive in questo quadro mitologico, cristallizza parte delle sue caratteristiche nel corso del medioevo, durante la caccia alle streghe, diventando demone, vampiro o amante satanico. Nel genere letterario gotico postmoderno questa figura troverà un suo ruolo, che si qualificherà ulteriormente nella cinematografia popular dove una creatura metà donna e metà pantera (Cats) rappresenterà tanto la mescolanza etnica quanto l’indefinibilità sessuale o la profonda passione erotica. I punti di contatto fra i diversi ambiti culturali euro-mediterranei sono dunque vari.”

Pensando alle immagini di donna lupa legate alla nostra cultura mi vengono in mente la Lupa di Verga o la Lupa che allattò Romolo e Remo. Figure di donne non protagoniste della storia chiamate lupe in senso dispregiativo. In che modo la lupa baltica può riabilitare questa immagine?

“Nel suo famoso libro Donne che corrono coi lupi (1992), Clarissa Pinkola Estès, ispirandosi alla teoria junghiana, fornisce la migliore articolazione e descrizione dell’archetipo del lupo rispetto alla psiche femminile. Donne e lupi avrebbero “in comune” complicità con lo stato naturale, familiarità con il selvatico, amore per gli spazi aperti e le foreste, la caccia,  l’ accoppiarsi al chiaro di luna e altre forme di sessualità selvagge. Si tratta di caratteristiche che, declinate nelle più varie forme artistiche, si ritrovano in varie culture e molte epoche storiche al punto che possiamo parlarne come di costanti culturali. La scrittrice estone Aino Kallas ne La sposa del lupo (1934), ha raccontato la metamorfosi di un lupo mannaro femmina. La trasformazione si accompagna ai mutamenti di coscienza della donna, la quale scopre la sua identità di lupo che guida il branco. La Kallas narra così quella schizofrenia sociale che ha caratterizzato le donne emancipate nei Paesi del Nord negli anni Venti del secolo scorso. L’arcaico e il contemporaneo si riverberano nelle diverse condizioni del lupo mannaro femmina, che diventa così l’emblema di quella “mostruosità” rappresentata dal desiderio sessuale femminile liberato.

Il progetto “Correndo coi lupi” è promosso dal Centro per la Letteratura Estone per Bambini di Tallinn, in collaborazione con l’Associazione Italia Estonia e il centro Studi sul Baltico presso l’Università della Sapienza di Roma, dal Ministero della Cultura in Estonia, dalle Ambasciate di Estonia, Lettonia e Lituania a Roma, dal Laboratorio di Antropologia “A. Rossi” Dipartimento di Scienze del Patrimonio Culturale dell’Università degli Studi di Salerno.

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