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Evergreen Musica Senza Tempo, un’intervista tra sonorità passate e ricerca musicale

by Redazione

L’etichetta discografica Evergreen Musica Senza Tempo propone un costante lavoro di ricerca musicale dedicato ai giovani artisti riproponendo l’antico ed inestimabile valore della canzone classica partenopea.
Un connubio culturale e artistico nato dalla passione e dalla professionalità del produttore discografico Ennio Mirra e del cantautore e autore Michele Buonocore.
Abbiamo intervistato quindi i protagonisti di questo progetto che si scosta dal mercato mainstream nazionale e che raccoglie l’importate eredità della canzone napoletana del 900′ con un prodotto innovativo e al contempo di pregevole fattura.
L’etichetta vanta già una sua compilation “Evergreen Musica Senza Tempo – Vol.1”in cui sono presenti artisti come Gennaro De Crescenzo, Michele Buonocore, Tommaso Fichele, Monica Marra, Raffaele Beneduce, Angela De Filippo, Fatima Fausto, Alfredo Minucci.

Ennio, perché “Evergreen Musica Senza Tempo”?

Evergreen è un progetto musicale che tende a rivalutare la musica tradizionale italiana in particolar modo quella napoletana classica sonorizzandola con ambientazioni attuali, quindi “Evergreen” è un sempre verde, una musica senza tempo che fonde passato, presente e futuro in un’unica forma canzone.

Quando ha preso vita l’iniziativa?

Questo progetto è nato in un modo molto spontaneo, io e Michele ci siamo rincontrati dopo tanti anni di live, in diversi progetti musicali che avevamo intrapreso, abbiamo deciso di coniugare le nostre idee, da parte mia, un background proveniente dal pop e l’hip hop, Michele da una scuola cantautorale napoletana fondendo le volontà di far nascere qualcosa di nuovo, in maniera del tutto spontanea.

Questo progetto ha pubblicato già un volume…

A Marzo abbiamo pubblicato Evergreen Musica Senza Tempo Vol.1 e intendiamo raccogliere ogni annata in 7 / 8 brani che andiamo a far interpretare ad artisti diversi, creando delle compilation tematiche. Il primo volume parla delle tematiche dell’amore in tutte le sue sfaccettature.

Michele, qual è stato il tuo percorso da cantautore e da autore all’interno del progetto?

Le differenze tra il ruolo di autore e cantautore sono abissali ma alla fine si uniscono. Da cantautore avevo la necessità di comunicare delle cose, poi c’è stato l’incontro con il collettivo artistico, che molto professionalmente ha accettato questo progetto e questa sfida che- grazie al supporto da producer di Ennio-è diventato il vestito ideale per ogni singolo artista. Il cantautore secondo me oggi deve avere anche ruolo che riesca a racchiudere un concetto, ovvero oggi si lavora prettamente su singoli o Ep, quindi deve sapere esporre e al contempo far passare il giusto messaggio. Per quanto riguarda il mio cantautorato è stato sempre diviso in un giusto mix di denuncia, sentimenti e coscienza, trovando il perfetto equilibrio nelle storie di vita vissuta. Evergreen Musica Senza Tempo Vol .1 ha come argomento l’amore, con i testi lavorati sulla lingua napoletana, che vanno dall’amore eterno sino a quello inteso come tradimento, passando dal concetto di rinascita e della ripartenza, varie sfaccettature che indicano un ideale percorso musicale.

Come si realizza un’idea in parole?

C’è tanto lavoro alle spalle, ma anche tanto cuore e dedizione. Preferisco che il brano migliore sia sempre il prossimo, la canzone in sè per sè va amata, vissuta e tenuta stretta valorizzando il messaggio e la parola, che è la caratteristica più importante di tutta la composizione finale. Esprimendosi sempre in modo elegante ed educato, valori fondamentali di Evergreen.

Quale sarebbe un aggettivo per questa vostra prima compilation?

Sincero sicuramente. Basta dire che tutti i testi esprimono il concetto di sincerità, senza mezze vie si va direttamente al punto.

Come è stato il tuo primo incontro con il collettivo artistico?

Siamo un gruppo e un collettivo artistico affiatato. Portiamo avanti l’obiettivo di rivalutare la canzone classica napoletana e di insistere su questi testi, la pronuncia perfetta della lingua napoletana dandole valore e tutelandola in ogni aspetto.

Che situazione vive la musica attualmente?

Credo che la musica non sia un discorso materialistico. La musica esula da tutto ciò, si può essere ricchi anche possedendo il dono dell’arte e interessarsi di cultura. Non possiamo dare un valore a cosa sia la musica, da parte mia è passione e sacrificio. Non è un qualcosa legato al denaro, ma un valore da custodire.

Gennaro De Crescenzo, artista di Evergreen Musica Senza Tempo. Qual è stato il tuo percorso di avvicinamento al progetto?

Un incontro piacevole, in questo splendido borgo vesuviano. Il percorso è nato dall’ascolto del brano N’atu Sole, piano piano anche grazie a Michele Buonocore e ad Ennio Mirra che hanno definito e lavorato il singolo in ogni dettaglio il risultato è stato di pregevole fattura. L’ 8 Marzo l’abbiamo pubblicato pensando ad un idea di rinascita e positività legata a questo momento che stiamo ancora vivendo.

Qual è il tuo background musicale?

Sin da piccolo la musica è stata di casa nella mia famiglia. Da mio padre ai miei zii. Il primo disco è stato “Musica per Napoli” uscito nel 2017, oggi c’è stata poi un evoluzione nel progetto Evergreen Vol 1. con importanti e valevoli artisti, sperando che il percorso diventi sempre più importante e ambizioso come merita, per tutti il valore dei protagonisti che lo hanno realizzato.

Quali sono i tuoi riferimenti nella musica classica partenopea?

Il mio riferimento principale è Pino Daniele. Una leggenda nell’esprimere la lingua napoletana. Poi anche mio zio Eduardo De Crescenzo e Vincenzo De Crescenzo autore di “Luna Rossa” che insieme ad “Ancora” hanno fatto la storia della musica, siamo onorati di tutto questo.

Un ricordo di tuo zio Eduardo De Crescenzo?

Nel 1981 al Festival di Sanremo, con “Ancora”. Uno dei ricordi più belli che ho.

Ti hanno segnato questi ricordi?

Hanno segnato me, ma non solo. Basti pensare che “Luna Rossa” è stata cantata da Dean Martin e Frank Sinatra. A casa di mia nonna si respirava musica, capitava che chiamasse Claudio Villa o Sergio Bruni, un sogno insomma per me da bambino.

I tuoi progetti futuri?

Ci sono molti progetti ma tutti in stand-by. Ci saranno dei momenti molti importanti e alcune date in cantiere, tutto seguendo le regole di distanziamento e le norme vigenti.

di Sergio Cimmino

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