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Fenomenologia di Mika: storia e analisi di un fenomeno pop

by Valerio Boffardi

La musica gioca un ruolo più o meno predominante nella vita di tutti noi. C’è chi ama ascoltarla mentre fa sport, chi preferisce mettere le cuffie e chiudere gli occhi per non avere altri stimoli, chi la ascolta distrattamente mentre è alla guida, per non sentirsi solo. Una cosa è certa: se la letteratura è uno strumento utile per studiare la cultura delle civiltà antiche, la musica pop potrà servire ai posteri per capire il nostro pensiero. Star come Madonna e Michael Jackson lo avevano già capito da tempo: i dischi entrano nelle orecchie del pubblico non solo grazie ai ritornelli ma, anche, accompagnando alle canzoni immagini d’effetto, e veicolando messaggi positivi e inclusivi. Negli ultimi anni, inoltre, è possibile analizzare la fanbase di un artista anche attraverso l’analisi diretta dei suoi social: in maniera immediata, i messaggi dei consumatori ultimi del prodotto musicale possono fornire dati interessanti sulle motivazioni del successo di un cantante. Da queste premesse parte Lucia Di Maro, nel suo trattato Fenomenologia di Mika, in cui analizza le cause dello straordinario successo di Mika non solo nel mondo ma, in particolare, nel nostro Paese.

Mika, all’anagrafe Michael Holbrook, esordisce nel 2007 con l’album Life in cartoon motion, in cui mostra tutta la sua versatilità. Un artista eclettico, dalle doti vocali ed interpretative che porteranno il disco in cime alle classifiche mondiali vendendo oltre sette milioni di copie.  Non esiste probabilmente nessuno che, ascoltando Grace Kelly alla radio, non cominci a canticchiare imitando il celebre falsetto del cantante. A seguito della pubblicazione del primo album, seguono altri quatto album di inediti, accompagnati da tour e video musicali di successo. E, parallelamente alla carriera di cantante, Mika diventa un apprezzatissimo personaggio televisivo, grazie alla sua partecipazione ad X Factor e ad uno show tutto suo, Casa Mika.

Il libro racconta solo brevemente la carriera di Mika. L’argomento principale è l’indagine dei fattori, oltre l’indubbia qualità della sua musica, che hanno portato questo personaggio ad essere apprezzato da una fascia di pubblico decisamente eterogenea. Punto di partenza del saggio, nonchè principale fonte d’informazione, sono, infatti, i messaggi ricevuti dall’artista sui propri canali, Facebook, Instagram, Twitter. Viene messo in risalto come il pubblico che segue Mika non sia uniforme in termini di genere ed età: uomini, donne, bambini e adulti, tutti lasciano il proprio saluto sotto i suoi post.

Attraverso il percorso dell’artista negli anni, è lecito supporre che i motivi per cui Mika piace tanto, sono riconducibili al progressivo annullamento delle distanze tra lui e il pubblico. Nonostante il nome d’arte, gli abiti colorati, i palloncini che sollevano il pianoforte ai suoi show, i fan sanno che quello che si esibisce è anche il Mika umano, sincero, lo stesso che non ha avuto alcun dubbio ad esternare la propria omosessualità e a presentare a tutti il proprio compagno. Lo stesso Mika che, quando gli hanno deturpato il manifesto con offese omofobe, ha detto la sua non rispondendo con la violenza, ma trasformando l’episodio in un’ occasione di dialogo.  Lo stesso Mika che, nei suoi dischi, ci fa ballare ma anche riflettere, toccando temi con l’AIDS, il bullismo, l’accettazione di sè.

In definitiva, l’affetto del pubblico verso questo fenomeno pop, sembra legato al fatto che, al di là di poterlo ascoltare in cd, su spotify o dal vivo, tra la folla, pur sapendo che difficilmente ci si potranno scambiare due chiacchiere, la gente sa che Mika, in qualche modo, è vicino e che, pur avendo fatto strada, ama e soffre come ogni altro uomo sulla faccia della terra.

Per i fan dell’artista, un libro del genere è imperdibile. Per chi non lo conosce bene, invece, avrebbe giovato qualche approfondimento in più sulla sua musica, anche se non è da escludere che, di fronte a messaggi dei suoi fan così affettuosi come quelli riportati nei vari capitoli, ci si possa incuriosire e partire all’ascolto di un cantante particolare, capace di passare con disinvoltura dai ritornelli più frizzanti all’orchestra sinfonica.

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