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Storia del cinema Fatima: una sala per gli amanti della settima arte

by Valerio Boffardi

Il cinema Fatima (Via Madonna di Fatima, 3)  è una sala cinematografica salernitana che è riuscita, nel corso di oltre cinquant’anni di attività, a diventare un vero e proprio luogo di culto della settima arte. Anche oggi, in un periodo in cui gli spettatori hanno a disposizione a portata di telecomando un catalogo sconfinato a prezzi irrisori, grazie a servizi di qualità come Netflix e Prime Video, questa sala resiste all’ondata di chiusure dei cinema cittadini. Non distante da ben più grandi multisala, dotati di maxischermi e grandi parcheggi, questo piccolo spazio continua ad essere il luogo prescelto per una fetta di amanti del cinema.
“Se lo stesso film viene proiettato qui o in un multisala, i nostri clienti preferiscono noi”, dice con orgoglio Giacomo Concilio, responsabile della programmazione che si è reso disponibile ad aprirci le porte della sala e a raccontarci la sua storia.

Quando nasce il cinema Fatima?
Nasce nel 1965 ad opera di Don Andrea Vece. Negli anni è cresciuto sempre di più: Don Andrea era un critico esperto, al punto da contraddire Martin Scorsese, a Venezia, durante la presentazione di “L’ultima tentazione di Cristo”. Dopo la sua morte, due anni fa, abbiamo continuato a tenere in vita l’attività.

Su quale tipo di programmazione punta la vostra sala?
Principalmente, il target è quello dei film d’essai. Il grosso dell’attività si basa su due rassegne annuali di cineforum e, dall’anno scorso, in collaborazione con la cineteca di Bologna, abbiamo lanciato “Il cinema ritrovato”, rassegna in cui proiettiamo vecchi film restaurati. Infine, proiettiamo quotidianamente film in prima visione, sempre con un occhio alla qualità. Ad esempio, abbiamo in catalogo “Memorie di un assassino”, di Bong-Joon Ho –premio Oscar per Parasite– film del 2003 che, all’epoca, in Italia non era stato distribuito. Inoltre, abbiamo proiettato ”Parasite” in prima visione, prima che vincesse l’Oscar.

Il cineforum prevede anche un dibattito?
Don Andrea partiva sempre da una presentazione del film e, dopo la proiezione, venivano assegnati dei voti e seguiva il dibattito. Con la sua morte, abbiamo continuato solo con le proiezioni, ma abbiamo intenzione di riprendere la vecchia formula, per trasformare di nuovo il cinema in un luogo di scambio di idee.

Come vengono scelti i film da proiettare?
Cerco di seguire gli insegnamenti che ci ha lasciato Don Andrea. Mi baso sulla tematica del film e sulla storia del regista. In particolare, se abbiamo già proiettato i film di un dato regista, cerchiamo di proiettare anche i successivi, così da mostrare il suo excursus creativo.

Avete dei registi su cui puntate particolarmente?
Certamente, e tutti molto diversi. Ken Loach, Panahi, Ozpetek e molti altri; ci piace il cinema asiatico, per esempio.

Nel catalogo dei prossimi film, vedo “Storia di un matrimonio”, di Noah Baumbach. Scelta coraggiosa, visto che è già reso disponibile da Netflix.
Nel caso specifico di questo titolo, non è un problema, poiché è inserito in un abbonamento. Ma, sempre in collaborazione con Bologna, abbiamo proiettato “The Irishman” di Scorsese, anche quello uscito su Netflix, e il pubblico ha risposto bene. Alla fine, l’esperienza della sala è diversa, il pubblico che viene qui deve sedersi e seguire il film. A casa, ci si può distrarre più facilmente, poi bloccare, tornare indietro. Insomma, l’attenzione che si pone al film è un’altra.

Da chi è composto il pubblico del cinema Fatima?
Per lo più da una fascia di età medio-alta, ma anche da giovani universitari, che si sono appassionati anche alla rassegna “Il cinema ritrovato”. Non solo salernitani: viene gente da Caserta, Avellino, Pomigliano d’Arco. Persone che, quando abbiamo dato i film di Fellini, ci hanno detto che abbiamo realizzato il sogno della propria vita, cioè rivedere questi vecchi film al cinema.

Prossimi progetti?
Vorremmo riproporre documentari e cortometraggi. Per i documentari, siamo già in contatto con Legambiente: l’intenzione sarebbe quella di coinvolgere le scuole. Per i cortometraggi, collaboriamo sempre con la cineteca di Bologna.

Saluto Giacomo, e mi lascio alle spalle il cinema, con l’intenzione di ritornarci. Se amate i film, appena avete del tempo libero, fatevi un regalo: passeggiate lungo il mare a pochi passi dalla sala, e venite qui, anche da soli. Lasciate che le luci si spengano e, senza star lì a pensare alla trama o alle stelle date dagli utenti, fatevi sorprendere dal film che è stato scelto per voi.

 

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